giovedì 31 dicembre 2009

FINE ANNO: LEGGETE

Fine anno:
tempo di feste (Natale, Compleanno, Capodanno).
tempo di sciarpe ed echinàcea, il freddo mi divora.
tempo di giubottini fighi, scarpe alte, collezione di cappellini.
Tempo di caminetti accesi, libri e film.
soprattuto, tempo di bilanci.
Personali, lavorativi e ludici.
magari anche storici... 2009 finisce.
Nel lontano (ma mai così vicino) 1409 iniziava la lotta per la libertà della Nazione Sarda (fino a quel momento vissuta libera e indipendente).
La famosa sconfitta di Seddori (oggi Sanluri) resta uno di quei tagli profondi, di quelle ferite al costato grondanti sangue che per quanti quadri si possano dipingere, per quante preghiere si possano spendere, resta presente in tutte le immaginette e i santini, come un ricordo, una medaglia al contrario. Un po' come da piccolo. Cadi, magari d'estate sull'asfalto bollente o sullo sterrato e ti fai malissimo. E come per incanto impari la prima legge: se cadi, ti rialzi.
Semplice, chiara, persino scontata ma mai così vera.
-ma', so' rutu!-
-e tando pesa fizu me'!-
Ti rialzi. Ti DEVI rialzare.

Il tempo della storia e speso dilatato rispetto al nostro, in egual maniera i "come", i "perchè" e i "quando", e nel mentre resta d mezzo la parte più corpsosa del tuo esistere: LA VITA.
e io nella vita mi cibo! Cosa che mi Danno.
Quest'anno, cosa mi ha cibato?
Inzio da dirvi cosa mi ha cibato ieri notte. Ho tardato a prendere sonno e ho letto un'opera favolosa, che vi consiglio vivamente
AMERICAN BORN CHINESE di Gene Luen Yang
Storia favolosa, disegni bellissimi.
Tre racconti che si incrociano in maniera fluida e scorrevole, molto minimal, molto americana.
Per uno strano ragazzo americano e cinese insieme.
Un lungo, divertente e moooolto serio viaggio dentro le profonde problematiche dell'identità e dell'identificazione.
Oggi più che mai attuale, anche per un giovane sardo che si trova ogni giorno a convivere con questo eterno tema.




SECONDA LETURA CONSIGLIATA:
ESPERANTO di Otto Gabos

Il maestro Sardo, che vive tra italia e stati uniti, ci presenta un opera adulta e complessa, un'epopea lunga tra mondi lontanti e città enormi, infinite, sporche e affascinanti.
é appena uscita l'edizione italiana (il graphic novel è pubblicato da Casterman in Francia)
Un omaggio alle metropoli amate da Gabos, in primis New York e Istànbul ma anche (a mio avviso) la cagliari della sua infanzia tra porti e vecchi marinai. Scontro di ideologie, di vedute, di lingue. Dalla enorme tragedia novecentesca dell'olocausto fino a lotte sotterranee in una megalopoli dove tutta la socità civile è basata sul Gioco.
Un viaggio imperdibile.

TERZA LETTURA:


Accabadora, Michela Murgia.


Non aggiungo altro.
Non l'avete letto? Leggetelo.



Ora vado a preparare per la festa di stasera, più tardi aggiungo qualche altra considerazione!

In bon'ora!

mercoledì 23 dicembre 2009

Augùrios a totus! Bonas pascas!

a totus cantos augùrios de bonas pascas!

a chie est ghirau, a chie est tucau, a chie est in foras.

gai su coro bos diat su calore chi su fritu de s'iberru non bos dat.


auguri di buone feste a tutti!
a chi è rincasato, a chi è partito, a chi sta fuori.
che il cuore vi riscaldi dal freddo dell'inverno.


Manuelle Mureddu

mese de Nadale 2009, Nùgoro. Sardigna.

venerdì 13 novembre 2009

UBE ANDAMUS OJE? e cras... :) riprendo in mano il Blog!

Come iniziare? Non ne ho idea. Come continuare? Ancora di meno.
Provo a rimettere in moto il mio blog, tra il myspace (ormai defunto) e il sempre più invadente ma utilissimo faccialibro non ho dato il giusto peso a questo spazio. Non ho ancora deciso se lasciarlo solo come blog “lavorativo”, cioè dove postare i miei disegni o postare anche le mie impressioni, i miei interessi, le mie passioni e le mie farneticazioni.
Ma forse neanche mi interessa troppo dare un’etichetta a questo luogo.
È autunno.
A Nùoro, nei monti della Barbagia fa freddo: A Nùoro fa freddo.
Io odio il freddo e amo Nùoro.
Già questo vi rende partecipi della dicotomia del mio essere.
Ma alla fine chi se ne frega ;)

Qui: io.
Nelle lingue che più mi piacerà utilizzare, nei termini che più mi identificheranno, nei colori che casualmente verranno fuori dalla mia sudicia tavolozza.

Insomma, una fetta della mia vita.

State sintonizzati, la Nazione Sarda esiste.



Note: aggiorno i link e (cerco) di aggiornare la grafica! Oè!



solo per voi :D la tavola da cui è tratta l'intestazione! :)

martedì 27 ottobre 2009



un bell'articolo sul mio operato pubblicato sulla NUOVA SARDEGNA di giovedì 22 ottobre 2009

mercoledì 5 novembre 2008

Leghènde sa Carta de Logu / Leggendo la Carta de Logu

pessada e contipizada custu bortaedie :)
pensata e realizzata questo pomeriggio :)

domenica 2 novembre 2008

Lettera aperta sulla cancellazione del murale di Ferdinando Medda a Nùoro

ANTEFATTO
Durante i lavori di pulizia in un giardino pubblico nuorese è stato cancellato un murale di Ferdinando Medda, muralista sardo di notevole importanza.

ecco la mia lettera, pubblicata sulla Nuova Sardegna di Domenica 02 Novembre in cronaca di Nùoro.


Lettera aperta sulla cancellazione del murale di Ferdinando Medda.

Siamo all’assurdo. Dalle pagine della Nuova Sardegna apprendo con stupore la notizia “Operai al lavoro ai giardini Pinna, sparisce un’opera di Ferdinando Medda”. Stento a crederci, non possiamo essere caduti così in basso. Il murale realizzato diciotto anni fa da Medda non c’è più, perso dietro una passata di bianco. Si puliscono gli alberi, si levano le fronde, si spazza in terra e si imbianca su un’opera d’arte, come se nulla fosse. Un’opera d’arte che, diciamolo chiaro, apparteneva a tutti noi nuoresi, e a tutti i sardi. Ferdinando Medda, per chi ne fosse all’oscuro, ha segnato la storia del muralismo sardo negli ultimi trent’anni insieme a grandi come Pinuccio Sciola o Francesco Del Casino, Medda è inoltre presente nel sito della Regione Sardegna tra i pittori contemporanei più rilevanti. Ma nonostante ciò non è solo l’importanza dell’autore in questione a destare stupore, è l’efrazione di una regola morale che parrebbe immediata e basilare: un’opera d’arte, di chiunque sia, non si cancella. Punto. E c’è di più. Mettiamo per assurdo che l’opera fosse cancellata da qualcuno per dispetto, o da un’artista come sfida, o per ragioni di qualunque tipo. Per quanto ovviamente condannabile, avrebbe un minimo di senso. Invece siamo di fronte, pare, a un’opera d’arte cancellata per caso, per distrazione. E questo è molto peggio. Abbiamo addormentato in maniera così pesante il nostro spirito critico da non riuscire più a distinquere un murale da un muro sporco, da non metterci un minimo dubbio di fronte al lavoro di altri. Abbiamo spento la nostra anima a tal punto che neanche la distruzione dell’arte ci impressiona più. E questo lascia l’amaro in bocca, e lancia interrogativi fondamentali. Dove vogliamo vivere? E il dove non è una dimensione di luogo. Da tre anni lavoro come professionista nel mondo dell’arte e dell’editoria, da due e mezzo sono tornato a vivere nella mia città, Nùoro, dopo avere studiato fuori. Per tutti sono un matto, dovevo stare lontano da qui, le eterne lagne di chi non sta bene da nessuna parte si sommano a un orgoglio falso, fatto di falsi miti e eterne favole di un passato del quale non si sa nulla. Nel mentre che il presente ci sfugge. Voglio vivere a Nùoro. Quale Nùoro? La Nùoro della casa di Ciusa, vincitore della Biennale di Venezia, infestata dai topi? Degli eterni cantieri, dei siti archeologici devastati? La Nùoro di una via Majore col nome falso, dell’antica chiesa della Grazie pasticciata nell’indifferenza generale? Nella Nùoro di una piazza Satta, capolavoro di Nivola, totalmente dissacrata? Quella del monte abbandonato a se stesso? La Nùoro che cancella le opere d’arte senza neanche accorgersi ciò che comporta? Di quale Nùoro stiamo parlando? In quale Nùoro vogliamo vivere?

È notizia recente che l’amministrazione darà un muro a Medda. È il giusto da parte loro, non possiamo che esserne più che contenti.

E se cose come queste dovessero avvenire nuovamente spero che i nuoresi, quelli veri nel cuore e nella testa, non solo nel pedigree, si facciano sentire. Perchè qui ci dobbiamo vivere, noi nuoresi. Perché Nùoro è nostra, di tutti noi. Perché io in un posto dove senza cura viene distrutta un’opera d’arte, bella o brutta che fosse, non ci voglio vivere. Perché avete distrutto la nostra città. Perché è ora che la finiate. Perché siamo stanchi.

Perché Nùoro sa essere bella. E noi la vogliamo bella.

giovedì 9 ottobre 2008

CASTEDDU BOLANTE / CASTELLO VOLANTE

Un nuovo disegno sulla serie dei castelli di Sardegna, sempre con l'idea di libertà e di essi come simbolo ti battaglia per essa. I castelli volano. Volano come simbolo, riappropriarsi della propria estetica come simbolo di felicità è la chiave.
Questa è la mia chiave :)